Diario di bordo

Idee e materiali prodotti prima e durante l'evento

UNICI 600. MATRIMONIO ALL'ITALIANA

Valorizziamo tutti i colori dell’olio italiano proponendo gli Unici 600 olii
prodotti dalle monocultivar italiane dando notoreità ed importanza alla
tradizione, alla regione e alla storia.

Il Matrimonio all’Italiana racconta l’incontro dell’eccellenza con le
eccellenze
. Si viene così a creare un connubio di sapori sconosciuti al
pubblico che, incuriosito, sarà invogliato a scoprirli.

Nella nostra campagna di comunicazione, quest’incontro si veste di
ironia
, in una danza, in una musica o come uno sbocciare di sapori.

LIBERI DI SCEGLIERE. TENACEMENTE RADICATI

Questa è la teaser che apre la campagna e descrive la partenza per le
destinazioni che poi saranno mostrate in un secondo momento sui manifesti.
Un video potenzialmente declinabile sui social, in tv e come soggetto della web series.

Il CONCEPT si sviluppa partendo dall’idea del viaggio come sinonimo di
libertà, come partenza per fuggire in un’atmosfera di benessere in cui la
persona è libera di fare quello che vuole.

Il contrasto tra il viaggio e le nostre salde radici culturali permette di elevare l'extra vergine ad elemento per eccellenza per il conseguimento e la realizzazione dei nostri sogni.

KID INFLUENCER

La nostra campagna vuole creare consapevolezza nel pubblico attraverso il sogno inconsapevole di un bambino. La sua storia racconta di un sogno magico che si trasforma in realtà.


Il bambino è influencer di grandi e piccoli riguardo a bisogni legati al consumo, che può raggiungere anche importanti dimensioni legate alla sua vita scolastica, allo sport e al tempo libero.



I bambini di età compresa tra i 6 -10 anni rappresentano quel segmento di età che, in modo indiretto e quasi inconsapevolmente, è in grado di condizionare le scelte degli adulti.


PRESENZA E PRESTESTI

L’ olio ci unisce e lega da sempre i momenti della vita quotidiana. Scoprirne e crearne di nuovi è un po’ come non perdere occasione per ritrovarsi.


Questa è la storia che vogliamo raccontare, trasportati dalla tradizione italiana. L’olio può reinventare pretesti che aggiungono piacere, condivisione e consapevolezza sul grande patrimonio che trasmette


Questa è la cultura che l’Italia può dare e che a noi spetta il compito di assecondare in una continua ricerca di nuovi stimoli per avvicinare tutti verso questi valori.


05 giugno

EVO DESIGN WORKSHOP: SI TIRANO LE SOMME

 

Evo Design Workshop si è concluso venerdì 31 maggio, dando l’avvio alla campagna di comunicazione promossa dal Mipaaft e gestita dall’Ismea per rilanciare il settore olivicolo-oleario. È quindi il momento di tirare le somme sui risultati di questo laboratorio di food design, che si inserisce in un momento molto delicato per l’extra vergine italiano. 


Con la produzione praticamente dimezzata e l’incubo della xylella, ora più che mai c’è bisogno di serrare i ranghi attorno a questo prodotto simbolo della dieta mediterranea e comunicarlo con più efficacia al consumatore.


È a questo scopo che l’Ismea ha selezionato 15 giovani designer, che hanno lavorato ininterrottamente dal 27 al 31 maggio scorsi per creare suggestioni nuove, fresche, che includessero immagini, naming e claim per l’extra vergine. Prodotti non fini a sé stessi ma da valutare per la campagna d’informazione e comunicazione istituzionale del Mipaaft.

 
L’ultimo giorno i partecipanti hanno illustrato i loro lavori alla presenza del dirigente del  Mipaaft Pietro Gasparri e dell’Ismea, sostenuti dall’art director e dai due docenti che li hanno seguiti per tutto il periodo. Lo Spazio Attivo di Zagarolo LOIC che li ha ospitati si è mostrato per quello che è: un incubatore di idee e progetti pronti a diventare realtà.

 

I 4 gruppi di lavoro hanno proposto headline, concept e immagini di grande valore:

 

“Liberi di scegliere. Tenacemente radicati (di Paolo Manna, Tiziana Palmisano e Denise Screti) è un concept pensato per un target di 30-54enni attenti al benessere e amanti dei viaggi. In sintesi: per viaggiatori, healthy people e nomadi digitali. Per loro, Manna, Palmisano e Screti hanno pensato a una bottiglietta da viaggio comoda e di classe. Perché l’olio è prezioso come un profumo e portare il territorio altrove è sicuramente una scelta vincente, considerando che spesso si trovano condimenti di bassa qualità. La proposta ha incluso anche un logo, dei manifesti pubblicitari e dei gadget a tema.

 

Con l’headlineUnici 600. Matrimonio all’italiana” (di Ludovica Castello, Samira Cianciulli, Federica Farina e Giulia Abbadessa) si punta invece al patrimonio di biodiversità olivicola -  con l’Italia unico Paese al mondo a vantare 600 monocultivar - e al felice matrimonio con ortaggi e pietanze della tradizione gastronomica locale. Tra le declinazioni previste: poster, gadget, e copertine di riviste. Il target? Le famiglie con reddito medio-alto e uno stile di vita sano.

 

Evo. Il filo d’olio che ci lega (di Costanza Verdecchia, Luisa Lu, Serena Ruggieri e Simone Tiberia) rappresenta l’evo italiano come collante tra situazioni diverse e contesti più disparati in cui l’olio a tavola non può mai mancare.  Tra le proposte: azioni di digital e retail activation e creatività per affissioni urbane.

 

Infine SuperNico. Un potere che nasce da piccoli ( di Michele Perna, Marianna Casafina, Simone Crescenzi e Giorgia Middei) è l’originale idea creativa imperniata attorno al tema dell’olio come super food e pensata per un target di kid influencer, in grado di farsi promotore di scelte alimentari anche presso i genitori. A completare l’identità visiva anche lo storyboard di uno spot e un prototipo di contagocce stampato in 3d.  

 

I frutti dei cinque giorni di workshop ci sono già. Adesso bisogna solo attendere che diventino altro, un po’ come quella materia semplice e raffinata che è l’olio extra vergine d’oliva.

 


30 maggio

INTERVISTA ALL'ART DIRECTOR DI EVO DESIGN WORKSHOP

 

Un workshop di design ha bisogno di un art director: l'Ismea ha individuato in Francesco Subioli la persona adatta a un gruppo di 15 giovani pronti a ridisegnare l'olio extra vergine d'oliva. 

Di seguito, una breve intervista per parlare con lui della sua esperienza: Subioli, infatti, ha una conoscenza approfondita del food design. Non per nulla, è responsabile del settore in Adi (Associazione per il Disegno Industriale), di cui è Executive board member. 

 

1) Francesco, come nasce la tua esperienza nel food design? 

 

Da circa una quindicina di anni, insieme ad altri colleghi, abbiamo cercato di mettere a sistema delle pratiche di progettazione, tipiche del Design, afferenti al tema del cibo, alla sua produzione, alla trasformazione e al modo di venderlo e consumarlo. 

Nel 2006 è nato il primo Master di Food Design allo IED di Roma e nell’ambito dell’Expo di Milano nel 2014 abbiamo dichiarato con ADI, l’associazione che da 70 anni gestisce il premio del Compasso d’Oro, il Manifesto del Food Design. 

Nel frattempo ho iniziato al lavorare come progettista di format alimentari e a collaborare con aziende della filiera. 

 

2) Che ruolo ha il design nella percezione dei prodotti alimentari? 

 

Il Design può intervenire in tutti i processi legati alla produzione e al consumo di cibo. Ovviamente l’ambito deve essere sempre quello della possibile riproduzione seriale, della valorizzazione territoriale, del progetto nei contesti in cui il cibo abbia un ruolo sociale ed etico. 

 

 

3) Alcuni alimenti sono considerati “da intenditori”. Pensi che ci sia un modo perché le giovani generazioni possano comunicarli in maniera efficace, possibilmente ai coetanei? 

 

Bisogna intervenire con una comunicazione educativa che sia in grado di trasferire il vero valore economico, culturale e di impiego di risorse della terra. Il cibo venduto ad un costo ribassato non solo penalizza i produttori ma anche i consumatori che non percepiscono la fatica e lo spreco di risorse che la collettività e il pianeta vanno comunque a pagare. 

Inoltre questa pratica allontana il consumatore dalla giusta percezione della qualità. 

 

 

4) Cosa ti aspetti dai 15 giovani designer selezionati e da Evo Design Workshop? 

 

Condividere con i ragazzi una settimana di vita in cui si progetta e si vive costantemente negli stessi spazi abitativi è un’esperienza unica e di alto livello formativo. 

Abbiamo selezionato giovani designer che sono molto interessati al tema del food design e con loro abbiamo affrontato l’argomento da un punto di vista teorico insieme all' Ismea e ai docenti e poi da un punto di vista pratico. 

L’interesse e l’entusiasmo per il tema, e cioè la comunicazione per  la valorizzazione dell’olio extravergine di oliva, sono stati sempre crescenti e i concept che sono emersi e che saranno presentati l’ultimo giorno sono molto efficaci. 

Non ho dubbi sul fatto che saranno un ottima base di partenza per l’agenzia che avrà l’incarico di realizzare tutte le campagne video per il web e la televisione. 

29 maggio

EVO DESIGN WORKSHOP: LA LOCATION

 

Uno dei primi elementi nell’organizzazione di un evento è la scelta dello spazio in cui avverrà. L’Ismea aveva bisogno di un luogo in linea con la creatività di un workshop sul food (anzi: sull’oil) design, che fosse ampio e dotato di tutte le attrezzature necessarie. 


Non è stato difficile individuarlo nello Spazio Attivo di Zagarolo LOIC (Lazio Open Innovation Centre), l’ultimo dei 10 spazi attivi regionali gestiti da Lazio Innova (società in house della Regione Lazio), nato con il contributo del POR FEsr Lazio 2016-2020. 

A fare gli onori di casa in apertura di Evo Design Workshop è stata Berenice Marisei, la coordinatrice dello spazio, la quale sarà presente anche durante la consegna degli attestati ai partecipanti venerdì 31 maggio. 


Ma guardiamo più da vicino lo Spazio Attivo di Zagarolo LOIC: dietro a questo nome c’è l’hub dell’innovazione della Regione Lazio che si rivolge ai settori del game, della cultura e del turismo. Un vero e proprio centro d’eccellenza, in cui si incontrano talenti, imprenditori e player provenienti da tutto il mondo. 


Quello che fanno gli Spazi Attivi, infatti, è offrire informazioni sulle opportunità della Regione Lazio, assistere le imprese nella preparazione dei bandi o delle proprie iniziative di investimento, supportare l’internazionalizzazione delle imprese e promuovere il networking. 


Quello di Zagarolo si trova all’interno di Palazzo Rospigliosi, ex castello dei principi Colonna, fabbrica di paracaduti durante la II guerra mondiale e oggi sede anche di un museo (il museo del giocattolo) e di eventi culturali. 


A caratterizzare lo Spazio Attivo è il contrasto tra antico e moderno: stampanti 3D e affreschi di pittori manieristi convivono felicemente affacciando su Piazza dell’Indipendenza. 


A esaltare il posto, il fatto di aver visto la partecipazione dei cittadini, oltre che di enti locali e associazioni, per la costituzione della sua linea progettuale. Del resto, si tratta di uno spazio di co-progettazione, dove il confronto è pane quotidiano. 


Al suo interno spicca il FabLab, dedicato in particolare a designer, maker, studenti e creativi proprio per la presenza di tecnologie all’avanguardia. Qui si possono prototipare i progetti ma possono anche nascere collaborazioni di lungo termine e startup. 

Il tutto a due passi da Roma ma lontani dal caos della capitale. 

28 maggio

EVO... LUZIONE A PALAZZO ROSPIGLIOSI

A Palazzo Rospigliosi fervono le idee: i giovani designer lavorano giorno e notte per creare immagini, parole, suggestioni intorno alle’lio evo, percepito sempre più come un prodotto di alto valore.

Girano sostantivi come esperienza, tradizione, territorio, artigianalità. Si parla di oro italiano, che rimanda ai concetti di qualità e preziosità. E poi di terra, radici, sapore. 

L’Ismea, attraverso l’ideazione di Evo Design Workshop,  ha fornito il giusto input a 15 rappresentanti delle giovani generazioni, che si sono divisi in quattro gruppi: Silver, Golden, Mainstream e Low-Price. Un modo per mettere insieme competenze e creatività, in vista del 31 maggio, giorno in cui i lavori verranno presentati di fronte a rappresentanti non solo dell'Ismea ma anche del Mipaaft. Ad accomunare i gruppi, la sensazione che si debba puntare sui sensi, soprattutto vista, olfatto e gusto. 

Tra una sessione e l’altra, c’è stato anche il tempo di una videoconferenza con Luigi Caricato, oleologo, scrittore e giornalista di fama nazionale. Ragazzi e ragazze gli hanno rivolto domande utili a procedere con il lavoro. Le parole di Caricato non hanno lasciato spazio a dubbi, spronando i giovani a osare con la comunicazione: “L’olio evo non è un prodotto umile e credo che vada interpretato dai in maniera nuova. Penso a Andy Warhol”.


È da tempo che il Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo e l’Ismea pensano a una comunicazione di rottura per l’olio extra vergine d’oliva. L’oro verde ha bisogno di rinascere , parola che potrebbe sembrare azzardata, se non fosse che questo prodotto non gode del  prestigio che meriterebbe. 

La sua comunicazione, infatti, è affidata a formule già battute. E pensare che, a fine ‘800 - inizio ‘900, si spingeva maggiormente il pedale sulla promozione. Viene in mente l’”Inno all’Olivo”, che l’imprenditore Mario Novaro commissionò a Giovanni Pascoli nel 1901.


L’Ismea è sempre più convinta della necessità di creare una cultura dell’olio che parta da questi presupposti:

  • L’olio evo di qualità è un alimento che coadiuva uno stile di vita sano;
  • La percezione del costo deve cambiare: per un vino si è disposti a spendere anche molto, ma una bottiglia di vino dura meno di una bottiglia d’olio;
  • Bisogna investire sull’educazione del consumatore: è necessario saper leggere l’etichetta, distinguere un olio dall’altro, riconoscerne le qualità in base all’odore e al colore.

 

Evo Design Workshop è solo il punto di partenza di una grande campagna mirata proprio all’informazione. Domani, i primi risultati di cinque, intensi giorni di lavoro.

27 maggio

EVO DESIGN WORKSHOP: BRIEF ISMEA E VIA SI PARTE!

Claudio Federici - Responsabile della comunicazione dell'Ismea

Enrica Ruggeri - Ideatrice di Evo Design Workshop

Evo Design Workshop è finalmente partito: 15 giovani designer provenienti da tutta Italia lavoreranno giorno e notte per trovare nuove immagini e suggestioni per la campagna di comunicazione sull’ olio extra vergine d’oliva promossa dal Mipaaft e che prenderà ufficialmente il via nelle prossime settimane.

Ad aprire i lavori è stata Berenice Marisei, padrona di casa di Spazio Attivo Zagarolo Loic (Lazio Open Innovation Centre), un hub di innovazione finanziato dalla regione Lazio, vera e propria oasi per designer e startupper  che trovano in questo luogo la possibilità di prototipare le loro idee,  usufruendo gratuitamente di sofisticate stampanti in 3D.

A seguire, Claudio Federici, responsabile della comunicazione dell’ Ismea, ed Enrica Ruggeri, ideatrice del workshop , hanno accolto i partecipanti fornendo loro un’ approfondita panoramica del settore: dallo scenario competitivo alle attitudini  del consumatore, rilevate e analizzate mediante indagini Cawi, focus group e attività di mistery shopping.

Il primo elemento emerso dal briefing di apertura è che l’olio evo è sicuramente un patrimonio da comunicare meglio al consumatore, per lo più ignaro delle differenze tra un prodotto e l’altro, tra le diverse cultivar e tra le denominazioni di origine protetta e le indicazioni geografiche.

Un’occasione mancata per un Paese come l’Italia, che è tra i principali player a livello globale: primo consumatore al mondo di olio di oliva, primo importatore e ai primissimi posti per quantità di olio prodotta. Ma è soprattutto sulla qualità che l’Evo italiano non ha rivali, grazie a quel mix irripetibile tra un patrimonio di  biodiversità olivicola unica al mondo – grazie alle oltre 500 varietà che punteggiano la penisola da nord a sud -  e tecniche di produzione che affondano le loro radici in millenni di storia .

Eppure, come ha sottolineato il dott. Federici, il consumatore spesso non ha neanche chiara la differenza tra olio di oliva, olio vergine e olio extravergine, ed è per lo più il prezzo o la marca a guidarlo nella sua decisione di acquisto.

La missione affidata ai giovani designer si preannuncia quindi ardua: sviluppare l’identità visiva e trovare il claim di una campagna che “non ha una semplice finalità informativa – come ha sottolineato la dott.ssa Ruggeri  -  ma che vuole ingaggiare il consumatore puntando sui suoi bisogni profondi, sulle parti più istintuali della sua sfera decisionale . Qualche esempio? l’ossessione nei confronti del benessere che connota il consumatore contemporaneo e quella voglia di apparire come l’esperto , il tutto condito da quel pizzico di orgoglio nazionale, che nel caso dell'olio di oliva è davvero d'obbligo.

16 maggio

Che cos'è Evo Design Workshop? In un post, tutto quello che dovete sapere su un laboratorio creativo dalle grandi potenzialità.

Che cos’è Evo Design Workshop? Per spiegarlo, bisogna fare una premessa: gli italiani non conoscono a fondo l’olio extra vergine e tutte le sue proprietà.

L’oro verde, infatti, è percepito spesso come una commodity e in tanti sono in difficoltà di fronte a uno scaffale pieno di invitanti bottiglie. Ecco perché, solitamente, scegliamo in base al prezzo o alla notorietà della marca, ignorando spesso una moltitudine di prodotti.

Il Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, consapevole di questo gap conoscitivo, ha deciso di lanciare una campagna di informazione e comunicazione nazionale, a partire da alcune indagini sul consumatore condotte dall’Ismea.  Analisi che hanno portato alla conferma di quanto appena detto: gli italiani ne sanno poco ma vorrebbero avere una maggiore cultura dell’olio.

Da qui la decisione di aprire le danze con un workshop dedicato a 15 giovani designer e comunicatori provenienti da tutta Italia, con l’intento  di fare scouting di idee  e suggestioni visive da poter impiegare nella campagna di comunicazione..

I 15 giovani designer, scelti in base a curricula e portfolio, lavoreranno a stretto contatto dal 27 al 31 maggio all’interno dello Spazio Attivo di Zagarolo LOIC (Lazio Open Innovation Centre), hub dell’innovazione della Regione Lazio che si rivolge ai settori del game, della cultura e del turismo.

A coordinare il gruppo saranno tre professori di design provenienti da prestigiosi istituti: Francesco Subioli, Marika Aakesson e Mauro Olivieri sono infatti, rispettivamente, art director, product designer e progettista di Brand dei Sistemi Territoriali e comunicazione del territorio.

Ed è proprio di territorio che si sta parlando: l’“oro verde” di qualità affonda le radici (è il caso di dirlo) nella terra da cui proviene. Ai ragazzi si chiederà proprio questo: trasmettere questi valori con immagini, suggestioni, naming e claim dal forte impatto, affinché si dia avvio a un processo di promozione di una crescita della cultura, legata al gusto oltre che a uno stile di vita salutare.

Un’occasione, per i 15 giovani selezionati, di arricchire il proprio curriculum e partecipare a un grande obiettivo: aiutare gli italiani a conoscere l’olio extra vergine, senza interpretarlo in base al sentito dire (“è grasso”, “per friggere l’ideale è l’olio di semi”, è pesante”, “quello delicato è migliore”, etc.).

Il Mipaaft e Ismea vogliono un consumatore capace di associare il prezzo a un prodotto di estrema di qualità ma anche di distinguere tra DOP e IGP. Il consumatore del 2020 dev’essere in grado, oltre che di leggere l’etichetta, anche di farsi un’idea del prodotto in base alle caratteristiche organolettiche, a tutto vantaggio della salute e del palato.

Rimangono ancora due giorni per candidarsi al workshop. Tutte le informazioni si trovano nella pagina dedicata del sito Ismea.

Per seguire il workshop in tempo reale, è sufficiente collegarsi alla pagina Facebook dell'evento.

14 maggio

Olio extra vergine d'oliva: quanto ne sappiamo?
Dal Mipaaft una campagna per far conoscere e valorizzare l'oro verde italiano

Di fronte allo scaffale dell’olio extra vergine, siamo tutti un po’ confusi: a parte le differenze di prezzo, cosa sappiamo della filiera produttiva o delle caratteristiche organolettiche? Stando alle ricerche effettuate dall’Ismea – Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare, ben poco, se consideriamo che anche le differenze di colore e sapore ci lasciano in balia di sensazioni che fatichiamo a collocare in un punto preciso della nostra consapevolezza alimentare. 


L’olio extravergine, infatti, è la somma di un insieme di valori materiali e immateriali, che hanno bisogno di essere comunicati in maniera sempre più efficace al consumatore. L’Italia è il primo consumatore mondiale, e ai primi posti per quantità prodotte, ma non c'è una consapevolezza piena e diffusa su ciò che si porta a tavola, di cui non si apprezza appieno il valore.
Si tratta non solo di un alleato prezioso della nostra salute, ma anche di un prodotto fortemente legato al territorio, con tutto ciò che di positivo questo comporta, in termini di gusto, diversità di cultivar, tradizione, occupazione e salvaguardia del territorio.

Secondo le ricerche effettuate sul campo dell’Ismea, risulta infatti che i consumatori sono curiosi verso il prodotto ma si sentono poco competenti. Questo gap tra interesse e percezione di sé fa sì che i clienti della GDO si facciano guidare prevalentemente dal prezzo e/o dalla marca che ritengono affidabile.
 
 Il consumatore sembra conoscere poco l’olio d’oliva: se alcuni pensano che sia più pesante dell’olio di semi o di oli alternativi (di canapa, riso, lino, etc.), altri non sanno distinguere tra le varie nomenclature (extravergine, vergine, etc.). Sono pochi a sapere che il nostro Paese vanta più di 500 varietà di oliva. Un numero eccezionale, soprattutto se paragonato a nazioni più produttive dell’Italia.

Ecco perché il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari, Forestali e del Turismo ha deciso di lanciare una campagna informativa e di comunicazione istituzionale per il settore olivicolo-oleario, con l’obiettivo di stimolare una domanda più attenta, informata e consapevole.

La campagna che sarà avviata nella seconda metà del 2019 e si svolgerà per tutto il 2020, sarà gestita dall’Ismea. Il target è composto non solo da chi abitualmente fa la spesa ma anche dalle fasce di pubblico più giovani, potenziali influencer nella community di riferimento. Anche l’olio, infatti, può essere “trendy” e non è un caso che le nuove generazioni si siano dimostrate particolarmente interessate a questioni quali gusto, territorialità e abbinamenti gourmet.
 
 La campagna si svolgerà attraverso azioni di promozione sul territorio, con attività di informazione e nei punti vendita della GDO, mentre sul territorio verrà organizzata una campagna comprensiva di workshop, mercati tematici e percorsi educativi (tra le altre cose).
 Tra le azioni previste, una web serie da veicolare sui canali digitali e uno spot cinematografico, pensati per valorizzare il legame tra territorio e varietà e, di conseguenza, le virtù dell’olio EVO.

Ma ogni campagna, per essere riconoscibile ed efficace, deve avere un nome e un marchio, insomma una sua identità visiva abbinata ad un messaggio forte e chiaro per il pubblico a cui si rivolge. Ed è per questo che l'Ismea proprio in questi giorni sta coinvolgendo 15 giovani creativi.

Lo scopo è quello di generare nuove suggestioni intorno all’olio extra vergine d’oliva attraverso un workshop dedicato,“Evo Design Workshop”, di cui vi parleremo nel prossimo articolo e, diffusamente, all’interno del blog e della pagina Facebook